Brixen Black Eagles Rugby

Brixen Rugby – The Black Eagles Rugby Club (Deutsch)

Decalogo Black Eagles   –  Statuto Brixen Rugby – Black Eagles Rugby Club  –  Atto costitutivo

La società “Brixen Rugby – The Black Eagles Rugby Club” nasce ufficialmente il primo giorno di giugno dell’anno 2011, col coraggioso intento di promuovere e diffondere la disciplina sportiva del rugby in un territorio, quale quello dell’Alto Adige, in cui la stessa non è storicamente praticata.

Il rugby, che la leggenda vuole esser nato nell’omonima cittadina inglese nel lontano 1823 – quando il giovane studente William Webb Ellis, violando le regole del football all’epoca vigenti, avrebbe afferrato il pallone con entrambe le mani depositandolo oltre la linea avversaria fra lo stupore dei propri compagni, degli avversari e del pubblico – ha attraversato un’evoluzione dipanatasi attraverso tre secoli, radicandosi nei paesi anglosassoni – ivi ricompresi quelli del Commonwealth, da cui ancora ad oggi provengono squadre ormai consolidatesi e riconosciute nell’immaginario collettivo, come i mitici All Blacks neozelandesi, ovvero gli Springbooks sudafricani – e conoscendo oggi il momento di massima esposizione e conoscenza mediatica a livello mondiale.

Prova ne è il fatto che anche nei paesi dell’Europa continentale del nord, e quindi di tradizione e cultura prevalentemente germanica, il rugby sta iniziando ad essere conosciuto, visto e praticato a livelli inimmaginabili soltanto dieci anni addietro.

Il nostro Club nasce dunque nel solco di questo movimento che vede ormai coinvolti, a vario livello ed a diverso titolo, milioni di appassionati in tutto il mondo.

Per raggiungere obiettivi che possono apparire minimi ai più, gli audaci si prefiggono risultati spesso ambiziosi, ma che mai possono essere ignorati, laddove raggiunti: se fra qualche decennio a Bressanone e dintorni si praticherà ancora il rugby, vorrà dire che i Black Eagles del 2011 non soltanto sono stati disposti in prima persona a “sputare l’anima” sul rettangolo di gioco, ma hanno pure divulgato un modo di concepire la vita cui i nostri successori avranno voluto ispirarsi.

Chi conosce il nostro sport, infatti, dice che non si possa essere semplici giocatori di rugby, ma che si debba essere unicamente dei rugbisti, perché il rugby è uno stile di vita, e chi ha la fortuna di avvicinarsi a questa disciplina non può non riconoscere, presto o tardi, come i valori che dominano e governano il comportamento in campo vengano inevitabilmente a riflettersi sulla propria condotta quotidiana.

L’appartenenza ad una squadra – che non può essere cosa diversa da un gruppo di veri e solidi amici – unita all’esaltazione del singolo – che solo dalla forza e dalla responsabilità verso i propri compagni trae la propria ragion d’essere – fanno di questo sport l’esempio comportamentale che ciascun membro della collettività vorrebbe nel proprio intimo seguire.

Il rispetto e la lealtà verso l’avversario impongono di riconoscerne la superiorità fisica e tecnica, laddove si abbia la sventura di fronteggiare compagini meglio attrezzate, ma richiedono anche che a quello stesso avversario vada segnato il maggior numero di punti, nel caso in cui la propria squadra prevalga: nessun rugbista si sentirà umiliato uscendo dal campo avendo subito un parziale di 100 punti, perché non vi è peggior offesa che vedere il proprio sfidante allentare la presa per compassione.

I dogmi del rugby non sono mai stati codificati o raccolti, perché possono essere unicamente vissuti, e sentiti nel cuore.

Affrontando un incontro di rugby ci si pone dinanzi ad una sfida affascinante, dalla quale si può uscire con le ossa rotte o fra il tripudio della vittoria, ma l’orgoglio di chi tiene fra le mani quel pallone ovale accomuna il migliore degli All Blacks ed il più scarso dei Black Eagles, perché giocare a rugby è un onore che bisogna meritarsi con lacrime, sudore, fatica e coraggio, e chi è disposto a versare le prime e ad ostentare le altre, nella finale della Coppa del Mondo così come sul più fangoso campetto di allenamento dell’Alto Adige è, e sarà sempre, un eroe.

Nel mese di ottobre 2011 il Black Eagles Rugby Club è inoltre entrato ufficialmente a far parte del Consorzio Adigarda, realtà con rilievo federale che raccoglie la quasi totalità dei clubs delle province di Verona, Trento e Bolzano, oltre al Desenzano Rugby. Trattasi di entità destinata a favorire la diffusione della disciplina del rugby nelle aree territoriali di riferimento, e ad agevolare i contatti con la Federazione.

Brixen Rugby – The Black Eagles Rugby Club (back)

Am 1. Juni 2011 gründeten wir den “Brixen Rugby – The Black Eagles Rugby Club“. Das mutige Ziel unseres Clubs ist die für Südtirol untypische Sportart bekannt und zugänglich zu machen.

Rugby, so erzählt die Legende, wurde 1823 in dem gleichnamigen englischen Städtchen von William Ellis ins Leben gerufen. Er erfasste den Ball mit beiden Händen und warf ihn unter dem Staunen des Publikums und der Gegner ins Gegenfeld. Dabei verletzte er zwar die gängigen Regeln des Fußballs, löste jedoch Begeisterung für diese neu geborene Sportart aus.

Im Laufe der Jahrhunderte entwickelte sich diese Sportart vor allem in den angelsächsischen Kolonien und noch heute stammen die besten Rugbymannschaften aus Neuseeland mit den legendären ALL BLACKS und aus Südafrika mit den SPRINGBOOKS.

Vielleicht kann unser Club dazu beitragen, dass Rugby auch in unserer Region beliebter wird, wie es schon in den letzten 10 Jahren in Deutschland und Nordeuropa der Fall war.
Wer unseren Sport kennt sagt, dass man nicht nur Rugby spielen kann, sondern dass man Rugby leben muss, d. h. die Verhaltensregeln im Spielfeld überträgt man automatisch ins tägliche Leben.

Mitglied einer Mannschaft zu sein, setzt wahre Freundschaft voraus. Der persönliche Einsatz und das Zusammenspiel aller Mitglieder führt zum gemeinsamen Erfolg. Wünschen wir uns dasselbe nicht auch im täglichen Leben?
Der Respekt gegenüber dem „besseren“ Gegner erspart dem wahren Rugbyspieler auch bei einer Niederlage von 100 Punkten eine Erniedrigung. Die uneingeschränkte Einhaltung der strengen Spielregeln überträgt der wahre Rugbyspieler auf den Alltag. Diese Regeln sind nie schriftlich aufgezeichnet worden, da man sie im Herzen wie im Leben fühlt.
Das Rugbyspiel ist eine faszinierende Herausforderung, bei der man mit kaputten Knochen oder mit dem Sieg den Platz verlassen kann. Aber der Stolz, den man fühlt, wenn man den ovalen Ball in den Händen hält, ist derselbe, ganz gleich ob man der beste All Blacks Spieler oder der schlechteste Black Eagles ist.

Rugby Spieler zu sein ist eine Ehre, die man sich mit Tränen, Schweiß, Arbeit und Mut erkämpft, ganz gleich ob man bei der Weltmeisterschaft oder auf einem kleinen schlammigen Feld in Südtirol spielt.

Außerdem ist seit Oktober 2011 der Black Eagles Rugby Club offizielles Mitglied des Consorzio Adigarda, eine Gemeinschaft, welche den großen Teil der Clubs der Provinzen Verona, Trient, Bozen vereint. Mit dabei ist auch Desenzano Rugby. Ziel dieser Gemeinschaft ist es Rugby in den verschiedenen Zonen den Leuten und Sportlern bekannt zu machen und den Kontakt mit der Italienischen Föderation(FIR) zu erleichtern.

2 thoughts on “Brixen Black Eagles Rugby

  1. Salve vorrei alcune informazioni su come è possibile far parte della società.
    Ho 26 anni , neofita in materia ma affascinato da questo mondo e dalla voglia di poter imparare.

  2. Ciao ragazzi, vi ho appena scoperti e anche a me piacerebbe unirmi al vostro gruppo. Mi chiamo Matteo, 31 anni e sono una grande appassionato di rugby, anche se non l’ho mai praticato seriamente ma solo seguito assiduamente, cosa che faccio tuttora.

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